Archivio per l'anno 2008

Continua da parte di  FederAnziani la costante e sistematica attenzione al settore sanitario che rappresenta per milioni di cittadini, anziani e non solo, un  punto  di  riferimento cruciale per  la  propria qualità di vita. Anche nel 2008 è stato portato a termine il “SIC – Sanità in cifre“, il compendio sulla sanità Italiana giunto alla sua terza edizione. SIC 2008, quanto mai ricco di contenuti, numeri ed analisi dettagliate sulla sanità italiana, che costituisce il più completo, organico ed utile strumento d’ausilio per i decisori politici, nazionali e locali. E’ un valido supporto strategico e conoscitivo a disposizione di tutti gli operatori che compongono ed interagiscono con la filiera produttiva sanitaria.

Nel dare vita al SIC 2008 FederAnziani non ha voluto ricorrere solo alla propria esperienza e conoscenza accumulate negli anni ma si è avvalsa anche di supporti collaborativi con le Università, infatti per questa edizione FederAnziani si è avvalsa anche del contributo di due prestigiose università: il Ceis di Tor Vergata e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, proprio per raggiungere una maggiore completezza ed efficienza in termini di dati e di qualità.
L’obiettivo prefissato in questa seconda edizione è quello di fornire un compendio volto non solo alla conoscenza delle attuali condizioni economiche e sanitarie del nostro paese ma utile anche a delinearne certi o eventuali sviluppi futuri.

Ripercorrendo il grande lavoro effettuato per il SIC 2008, emergono dati davvero interessanti, per esempio si evince che il nostro Sistema Sanitario Nazionale assiste complessivamente 59.131.287 di persone, di cui: il 19% over 65; il 66% tra i 14 e i 64; e il 14,1% under 14.

La speranza di vita, rispetto al 2007 e al 2006, è aumentata di 3 mesi per gli uomini – attestandosi a 78,6 contro i 78,3 dell’anno precedente – e di 2 mesi per le donne – 84,1 contro gli 83,9 dell’anno precedente.

Per quanto riguarda il ricorso all’aborto si riscontra nel 2007, rispetto al 2006, una diminuzione delle interruzioni volontarie di gravidanza, passando da 131.018 del 2006 a 127.038 del 2007.

Circa i parti cesarei, si riscontra una percentuale ancora inspiegabilmente troppo elevata a livello nazionale: 39,27%. Il dato rilevante inoltre è la forte disparità tra il Nord ed il Sud. Se infatti al Nord vi è una media del circa il 30% con dei picchi al ribasso costituiti dal Friuli V.G. con il 24,35% e la Toscana con il 26,66%, al Sud invece vi è una media che va oltre il 50% con dei picchi massimi costituiti dalla Sicilia con il 52,91% e dalla Campania con addirittura il 61,80%.

Anche i decessi per AIDS diminuiscono da 279 a 190, mentre i casi diagnosticati aumentano da 22.999 a 23.938, facendo registrare un incremento di 939 casi rispetto all’anno precedente.

Quanto ai decessi registrati annualmente per diagnosi, nel 2004, ad esempio, vi sono stati 4.414 morti, con un tasso di letalità dell’80,1%; nel 2007, invece, si sono verificati 87 decessi per AIDS ma soprattutto 1000 soltanto dei 1144 casi diagnosticati e non è con un tasso di letalità del 7,6%. La regione maggiormente colpita risulta essere il Lazio mentre la Basilicata è la regione che ha avuto meno casi.

Per quanto concerne i trapianti, si rileva che nell’anno precedente il rene ed il fegato sono stati gli organi più trapiantati mentre l’ultimo posto è preso dal Pancreas. Interessante è notare il rapporto tra la lista di attesa dell’organo ed il numero effettivo di trapianti effettuati. Possiamo infatti notare come nel 2008 ci sono stati 1.398 trapianti a fronte di 9.930 persone in attesa di trapianto.

Grande attenzione è stata dedicata alle patologie che affliggono la popolazione, in particolare in merito ai tumori, si nota che i dati crescono al ritmo di 250.000 casi l’anno. In Italia, nel 2008 sono stati registrati circa 250.000 nuovi casi di tumore, con 125.000 decessi. Il numero complessivo delle persone affette da patologia tumorale, è stato stimato pari a 1.800.000. I dati degli ultimi anni inerenti la mortalità per le patologie tumorali hanno mostrato una riduzione in tutte le aree del Paese, sebbene più marcata nel Centro-Nord rispetto al Sud. Questa tendenza è il risultato del miglioramento della sopravvivenza dei malati, che in Italia ha raggiunto in media il livello di 53% a 5 anni dalla diagnosi.

Per la prima volta, all’interno del compendio, è stato inserito anche il Rapporto Sangue; questo perché siamo convinti del contributo che il SIC possa fornire nel divulgare l’importanza del raggiungere tutti insieme l’autosufficienza al riguardo, attraverso la persuasione, la conoscenza e la diffusione dei dati, per raggiungere al più presto tale obiettivo.

In Italia il numero dei donatori totali nel 2006 è stato di 1.539.954 persone, totale incrementato del 2,4% rispetto all’anno precedente. Il totale dei donatori corrisponde a circa il 4% della popolazione residente avente un’età compresa tra i 18 e i 65 anni; questo incremento riguarda solo i donatori periodici totali, mentre i donatori nuovi sono diminuiti del 5,9%.

Nel 2006 le unità segnalate come non utilizzate sono state in totale 479.032, con un incremento del 2,4% circa rispetto al 2005.

Le emazie non utilizzate per cause tecniche rappresentano il 19% delle emazie non usate in totale e sono aumentate rispetto al 2005 del 18%; sono aumentate del 35% le emazie non utilizzate perché richieste e restituite dopo scadenza senza essere usate.

Questi in sintesi alcuni dati che compongono il Compendio di Sanità in Cifre SIC 2008.

Roma, 03/12/2008

In occasione della presentazione del Sic 2008, compendio di sanità in cifre presentato oggi alla Camera dei Deputati, il gruppo di studio per l’occasione ha setacciato i bilanci delle Asl, AO e degli istituti di ricerca, attraverso l’analisi dei conti economici delle regioni, analizzando in particolare le voci dei costi per lavanderia, pulizia, mensa, utenze telefoniche, premi assicurativi e spese legali. Il gruppo di studio, ha messo le voci specifiche di costo in relazione con: il numero dei dimessi e il numero delle giornate di degenza pesate per l’indice di case mix (ICM), nel caso delle AO e delle AOU, e per la popolazione residente nel caso delle ASL. Dallo studio si può desumere con chiarezza che queste voci di costo se gestite in maniera efficiente potrebbero liberare nel breve periodo importanti risorse da destinare alle priorità del nostro Sistema sanitario quali: la prevenzione, le tecnologie innovative e i servizi a livello locale per un controvalore di quasi 1 miliardo di euro.
Analizzando più da vicino la situazione relativa a quelle particolari voci di costo prese in esame, il gruppo di studio ha calcolato i risparmi, in via prudenziale (75° percentile), ottenibili dalle 7 voci di spesa analizzate a livello Micro arrivando alla conclusione che si potevano risparmiare da un minimo di 809,595 milioni di Euro (valore medio) ad un massimo di 964,621 milioni di Euro (valore mediano).

Considerando, inoltre, che tali voci rappresentano circa il 4,5% della spesa sanitaria pubblica, si è calcolato che lo “spreco” di risorse per punto percentuale di spesa sanitaria pubblica varia da un minimo di 179,910 milioni di Euro (valore medio) ad un massimo di 214,360 milioni di Euro (valore mediano).

Secondo il Prof Americo Cicchetti della Università Cattolica del Sacro Cuore: “ Questo studio, allo stato attuale, può rappresentare un contributo metodologico in una fase in cui il passaggio ad uno stadio di “maturità” per il nostro sistema sanitario federale è fortemente correlato con la capacità di giungere al superamento del sistema di finanziamento sulla spesa storica verso un modello per costi standard”.

I costi standard sono necessari oggi”,- ha aggiunto il prof Francesco Saverio Mennini del Ceis di Tor Vergata- “per modificare il sistema di finanziamento alle Regioni e per reimpostare i sistemi di monitoraggio dei livelli di assistenza erogati. La “via maestra” per il calcolo del costo standard passa per la disponibilità di dati contabili integrati con dati di infrastruttura, organizzazione, attività ed esito, per raggruppamenti omogenei di prestazioni.

Infine secondo Roberto Messina, Presidente di Federanziani, “L’approccio qui utilizzato è coerente con un approccio “analitico” al calcolo dei costi standard che, nel futuro, dovrebbe rappresentare il gold standard da perseguire.

Roma, 03/12/2008

“Impegno del Sottosegretario Martini affinché i prodotti innovativi per la cura delle lesioni cutanee non saranno più a carico dei malati ma a carico del SSN”

L’impegno preso dal Sottosegretario Francesca Martini per permettere di ricevere i prodotti innovativi per la cura delle lesioni cutanee non solo ai degenti in strutture sanitarie ma anche ai pazienti che si curano non in regime di ricovero, e distribuiti dal SSN, potrebbe cambiare radicalmente la normativa in merito alla cura delle “ferite difficili”, ed a beneficiarne circa due milioni di malati”. E’ quanto afferma il Presidente di Federanziani, Roberto Messina, commentando con soddisfazione l’impegno preso durante un incontro con il Sottosegretario al Welfare in merito ai cambiamenti che potrebbero essere adottati dal Governo nel lavoro di rivisitazione dei LEA.

“In sintesi nella nuova normativa tutti i malati di ferite difficili (piaghe da decubito, ulcere cutanee, etc) potranno ritirare tali presidi presso le Asl, o averli in ospedale o in case di cura se ricoverati. Questo quanto potrà essere previsto nell’aggiornamento dei Lea per i malati affetti da queste patologie. Tutte le medicazioni avanzate alginati a base di sali calcio e/o sodio della miscela di mannuronico e glucaronico, le medicazioni in idrocoloidi o idrofibra, medicazioni in gel idrofilo, in argento e in poliuretano in forma di schiuma o in forma gelificata, saranno in questo modo dispensate gratuitamente nelle diverse modalità, concentrazioni e formati. Federanziani, nel corso della riunione, ha proposto al Ministero del Welfare, di inserire altri due tipi di medicazioni innovative e necessarie per molti malati: le medicazioni con antidolorifici a rilascio lento, importanti per la cura del dolore locale e la conseguente protezione gastrica, e le terapie con trattamento sottovuoto delle lesioni/ferite fondamentali per la drastica riduzione del tempo di ospedalizzazione e cura delle lesioni per i malati più gravi”, ha continuato Roberto Messina.

“Per dispensare i presidi in questione, occorrerà una prescrizione di medici specialisti, in particolare diabetologi, chirurghi plastici e vascolari, flebologi, dermatologi, vulnologi, dopo aver visitato e valutato la ferita del paziente. Federanziani nel corso della riunione ha proposto al Ministero della Salute, l’adozione di un modello di un Piano Terapeutico per la prescrizione, ed ha confermato la propria collaborazione per la creazione dell’elenco dei presidi specifici per tali patologie. Inoltre Federanziani si è resa disponibile anche attraverso la collaborazione dell’AIUC – Associazione Italiana Ulcere Cutanee, nel vigilare su questa che potrebbe divenire una importante normativa in favore dei malati affinché sia correttamente rispettata, ma soprattutto non sia fatto abuso di questi presidi da parte di pazienti o da altri soggetti”, ha proseguito il Presidente di Federanziani Roberto Messina.

“Vogliamo riconoscere che in questa occasione il Governo, in particolare il Ministero del Welfare ha manifestato sensibilità  verso le richieste che arrivano  dai pazienti affetti da ferite difficili , che devono tornare al centro della cura specialmente i più indifesi come gli anziani malati, con basso reddito ma soprattutto soli” ha concluso Messina.

Roma, 24/09/2008

“L’emergenza caldo riguarda anche il mezzo milione di anziani ospitati negli ospedali e nelle case di riposo, dove l’aria condizionata resta un miraggio”.

In condizioni climatiche normali il 2% dei due milioni di italiani affetti da piaghe da decubito e ulcere cutanee soffre di infezioni di tali lesioni. Con il caldo eccezionale di questi giorni, invece, la percentuale sale al 10/15%: ciò significa oltre 250 mila malati costretti a sottoporsi a cure continue, interventi chirurgici, facendo decuplicare la spesa a carico del SSN.

Sono queste le cifre fornite dal Prof. Elia Ricci, del Servizio “Ferite difficili”, Casa di cura San Luca e Presidente AIUC Associazione Italiana Ulcere Cutanee. Caldo e umidità rappresentano le condizione più favorevoli al proliferare delle cariche batterica, micotica e virale delle lesioni cutanee (ulcere, ferite, piaghe da decubito, etc.), ferite da interventi chirurgici aggravando sensibilmente il rischio di infezioni.

L’incremento di vulnerabilità delle ferite viene segnalato da FederAnziani  considerando che la patologia colpisce principalmente gli anziani. “Nel nostro centro, ad esempio – spiega il professor Ricci – il numero di interventi chirurgici per la cura di tali disturbi si è quadruplicato e abbiamo anche accettato pazienti che erano stati rifiutati da altre strutture”.

“Purtroppo – afferma Roberto Messina, Presidente di FederAnziani – come le nostre inchieste dimostrano, sono ancora molte, anzi troppe, le strutture sanitarie prive di sistemi di climatizzazione o condizionamento dell’aria, strumenti essenziali, in questi giorni di afa e caldo, per l’abbattimento della carica infettiva. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le direzioni sanitarie – sottolinea Messina – affinché sia posta particolare attenzione alla cura e al trattamento dei pazienti con lesioni cutanee, che a causa del caldo corrono il rischio di vedere aggravata significativamente la prognosi di guarigione

FEDERANZIANI fa appello al Ministro del Welfare/Salute Maurizio Sacconi e chiede di estendere il monitoraggio alle strutture dove vi e’ un’alta concentrazione di over 65enni, già debilitati da altre malattie. (circa 500.000 anziani tra ospedali, case di riposo e R.S.A.).

Nelle case di riposo e nei centri di accoglienza sono ospitate oltre 250 mila persone, che ancora oggi, in buona parte non usufruiscono di aria condizionata nelle stanze e nei reparti. Secondo recenti studi, gli impianti di condizionamento mancano nel 48% degli ospizi pubblici, e solo nel 20% di essi si può trovare aria condizionata nei locali comuni come la sala Tv o il refettorio. Nelle case di riposo private la percentuale di strutture senza alcun ‘refrigerio’ scende al 43%, e diminuisce la presenza di condizionatori anche nei locali comuni (14,8%).

“Per quanti vivono soli – prosegue Roberto Messina – la raccomandazione è quella di mantenersi sempre in contatto con amici e parenti, per avere assistenza in caso di bisogno e bere molto.

Negli ultimi due anni” ha proseguito il Presidente “Federanziani ha messo in risalto in risalto queste problematiche, perché fermamente convinti che occorre prevedere una seria programmazione. Le emergenze bisogna evitarle con una politica di interventi a monte, e non fronteggiarle quando raggiungono il punto di criticità”. Ha concluso Roberto Messina.

Roma, 30/06/2008

“Abbiamo accolto con favore la notizia della prossima manovra finanziaria che prevede agevolazioni per gli anziani, anche se aspettiamo di vederla nel dettaglio. Riteniamo che possa essere l’inizio di una politica a sostegno delle fasce più deboli come ad esempio i cittadini che vivono con la pensione minima”. Ha dichiarato Roberto Messina Presidente di Federanziani commentando il prossimo provvedimento che prevede l’istituzione di un fondo destinato all’acquisto da parte dei pensionati minimi, attraverso con l’uso di una carta prepagata, che potrà usufruire di apposite convenzioni con le Poste e i sistemi di distribuzione, di prodotti alimentari e per accedere a sconti sulle bollette energetiche.

“Più volte abbiamo sensibilizzato il Governo e le Istituzioni sullo stato di indigenza di una parte importante del nostro Paese, nonostante la piena disponibilità alimentare, non mancano per numerosi connazionali disagi nutrizionali legati all’impossibilità specialmente per le fasce più deboli di riuscire ad approvvigionarsi di una quantità e qualità tali di alimenti in grado di poter sufficientemente garantire una dieta adeguata”. “In Italia – ha continuato Roberto Messina – il 5,8% delle famiglie, pari a 1 milione 359 mila nuclei familiari, ha avuto problemi per l’acquisto di generi alimentari. Basti pensare che negli ultimi cinque anni ad aumentare di più è stato il prezzo del pane, dei prodotti da forno, la carne, il pesce, gli ortaggi e la frutta. E che le famiglie più povere per mangiare destinano il 42% della loro spesa totale, quasi il doppio in pratica del valore medio nazionale (24%)”. “Occorre ricordare i problemi alimentari degli anziani. La Penisola – ha sottolineato Roberto Messina – è uno dei Paesi con un elevato allungamento della vita e, quindi con una popolazione più vecchia che può a volte non disporre purtroppo di un’alimentazione adatta alle esigenze della loro condizione anagrafica per motivi socio-economici o, più spesso ancora, per patologie sanitarie divenute nel tempo cronicizzati. Nelle fasce di età, per così dire più avanzate, infatti, persistono situazioni in cui il potere di acquisto si è notevolmente ridotto, anche per i prodotti e i beni di primissima necessità”.

“Anche se aspettiamo di conoscere nel dettaglio il prossimo provvedimento, in merito al sistema delle carte prepagate con cui si potrà accedere ed usufruire di tali convenzioni, vorremmo poter fornire alcuni consigli pratici in base alla nostra esperienza sul territorio ed alla profonda conoscenza delle necessità ed abitudini degli anziani. Crediamo che forse sarebbe più utile allargare a più Enti ed Istituti d’interesse pubblico l’emissione di tali carte, inoltre sarebbe importantissimo quello di prevedere con la stessa la possibilità di poter pagare il ticket sulle prestazioni mediche e per l’acquisto dei farmaci nelle farmacie. Così facendo oltre che ad agevolare e venire incontro alle esigenze concrete degli anziani si faciliterebbe la vita di milioni di cittadini in età avanzata. A tal proposito siamo disponibili sin da ora qualora il Governo volesse ascoltarci a fornire nostre indicazioni in merito, attuando se ce ne fosse bisogno anche una specie di consultazione delle nostre associazioni aderenti sul territorio”, ha concluso Roberto Messina.

Roma, 19/06/2008

Federanziani lancia anche l’idea di creare una figura come il “Prefetto della Salute” che vigili ed assicuri la giusta assistenza sanitaria ai cittadini romani in particolare quelli in assistenza domiciliare.

“A Roma l’emergenza anziani si fa sempre più pressante. Con l’aumento costante della longevità molte famiglie si trovano a dover far fronte all’assistenza di anziani che non può essere assicurata dalle strutture sanitarie della Capitale. Per questo occorre puntare su una assistenza domiciliare di qualità che oltre a far risparmiare risorse alla Sanità pubblica consentirebbe agli anziani di rimanere all’interno della famiglia e di ricevere cure su misura e più umanizzate. Purtroppo gli ultimi dati ci confermano che l’assistenza domiciliare integrata è ancora troppo poco diffusa nel nostro Paese. Per questo Federanziani propone al sindaco Alemanno di creare un tavolo permanente sull’assistenza domiciliare agli anziani che coinvolga sia l’Amministrazione comunale ma anche Regione Lazio e Provincia di Roma”. Questa e’ la proposta rivolta al primo cittadino romano da Nicola Di Stefano, Vicepresidente di Federanziani, ritenendo che il Comune di Roma possa creare anche una figura come il “Prefetto della Salute” dei cittadini romani affinché vigili e faccia assicurare la giusta assistenza sanitaria specialmente quella domiciliare.

“In applicazione del principio di sussidiarietà, cardine della Dottrina sociale della Chiesa e recepito dalla nostra Costituzione, pensiamo ad un tavolo aperto alle associazioni di volontariato sanitario, alle farmacie presenti sul territorio, all’Ordine dei Medici, al Comune e alla Regione e la Provincia di Roma. Si tratta dei soggetti maggiormente coinvolti nella erogazione di cure agli anziani che per la prima volta potrebbero unire i loro sforzi per offrire servizi su misura degli assistiti e delle loro famiglie”, ha proseguito Nicola Di Stefano.

“In tal modo il Comune di Roma si farebbe promotore di una iniziativa in linea con le strategie di cura per la terza e quarta età messe in campo da altri Paesi europei e per la prima volta arriverebbe a far sedere attorno allo stesso tavolo soggetti che spesso non hanno occasione di scambiarsi esperienze e bune pratiche. Il tutto per arrivare ad un incremento quantitativo e qualitativo dell’assistenza agli anziani”, ha concluso Nicola Di Stefano.

Nel nostro paese si consumano tre milioni di confezioni di oppiacei, contro i 35 della Germania e i 100 milioni della Francia.

“Abbiamo accolto con favore l’appello lanciato dal Ministro della Salute, Livia Turco, affinché i candidati Premier inseriscano nei loro programmi di governo la legge che faciliti la prescrizione dei farmaci contro il dolore”. Lo ha dichiarato Roberto Messina, Presidente di FederAnziani commentando la presa l’iniziativa del Ministro. “Il dolore che caratterizza le fasi terminali della vita e molte malattie croniche, specialmente per le persone anziane- sottolinea Roberto Messina – è inutile e ingiusto. Il dolore fine a se stesso va contrastato perché toglie lucidità, compromette la qualità della vita, accresce la solitudine di fronte alla sofferenza, avvicina il desiderio della morte”. “Combattere il dolore significa anche questo allontanare il desiderio della morte di fronte a una grande sofferenza. “Occorre introdurre norme che consentano al medico di famiglia di utilizzare il ricettario normale, anziché quello speciale, per la prescrizione di farmaci oppiacei per la terapia del dolore, eliminando così qualunque difficoltà di tipo burocratico; estendono la prescrizione dei farmaci oppiacei per l’assistenza domiciliare anche al di fuori delle patologie oncologiche e quindi per quelle malattie croniche o invalidanti per le quali un’adeguata terapia del dolore è essenziale per garantire una migliore qualità della vita”. Ha proseguito Roberto Messina.

I dati in nostro possesso del Centro Studi di FederAnziani ci dicono che oggi sono erogati solo al 12% (poco più di 200 mila) dei pazienti che ne avrebbero bisogno. Il dato e’ tanto più preoccupante che la carenza non dipende perlopiù dalla mancanza di una cultura delle cure palliative. Non a caso la prescrizione degli oppiacei nel nostro paese rimane tra le più basse nel mondo, al quintultimo posto con 150 prescrizioni medie giornaliere per milione di abitanti, prima solo dell’Ecuador, Cina, Bolivia e Algeria. Il confronto diventa ancora più marcato se si sposta a livello europeo, dove i tre milioni di confezioni consumate nel 2002, sono 12 volte di meno di quelle prescritte in Germania (35 milioni), 32 volte meno di quelle francesi (100 milioni) e addirittura inferiori  di 110 volte a quelle della Danimarca. Un confronto “imbarazzante” visto che i decessi per cancro in Italia sono circa 150 mila all’anno, 300 mila i malati cronici, mentre 3 milioni di pazienti sottoposti ad un intervento chirurgico sono colpiti da dolore. Non tutti i farmaci per il trattamento del dolore hanno le stesse indicazioni terapeutiche, in quanto l’agenzia dei farmaci americana –FDA-  avvisa che continuano ad essere segnalati eventi avversi gravi (morte o pericolo di vita) legati all’uso di alcuni tipi di cerotti transdermici. In particolare gli eventi erano connessi all’uso del cerotto in pazienti al primo trattamento, all’uso in contemporanea di più cerotti, al cambio troppo frequente dei cerotti e all’esposizione a fonti di calore”. Ha concluso Roberto Messina, Presidente di FederAnziani.

Roma, 12/03/2008

Presentato a Roma, durante l’assemblea nazionale di FederAnziani il patto con la politica, e l’assemblea, approvandolo, ha dato mandato al Presidente di incontrare tutte le forze politiche e riferire entro 30 giorni al massimo in una nuova assemblea, su quali forze politiche lo avranno approvato.

Certo è che gli anziani daranno il voto solo a chi lo avrà sottoscritto. Questo in sintesi quanto è emerso dall’assemblea nazionale.

Il documento politico, approvato prevede maggiori servizi sociali ed assistenziali, il miglioramento del sistema sanitario ed assistenziale a misura di anziano, la promozione della salute, l’adeguamento del fondo per i non autosufficienti che con 300 milioni di euro messi a disposizione è ritenuto quasi nullo.

Gli anziani, inoltre, hanno voluto sottolineare che hanno bisogno di una maggiore partecipazione alla vita attiva e hanno chiesto ai politici presenti di fare norme urgenti sulla sicurezza in quanto le persone anziane sono le vittime preferite di truffatori rapinatori.

“Occorre valorizzare il ruolo delle persone anziane” ha dichiarato il Presidente FederAnziani Roberto Messina, eliminare le discriminazioni, ma soprattutto basta di mentire loro, se la politica vuole cambiare deve trattare anche con noi, altrimenti non votiamo.”

Alla presentazione del patto hanno preso parte il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero che nel corso del suo intervento ha sottolineato che le Regioni italiane devono attuare una politica omogenea sul fondo per la non autosufficienza”. Questo l’auspicio espresso da Paolo Ferrero, Ministro uscente della Solidarietà Sociale.

Più incisivo il Vice Presidente della Camera dei Deputati Carlo Leoni che ha invitato i delegati a non fidarsi dei politici e di non accontentarsi delle belle parole ma a confrontare le proprie istanze con i programmi dei candidati premier che verranno depositati.

Giuseppe Astore (Idv) in sostituzione del Ministro Antonio Di Pietro ha sottolineato l’importanza degli anziani in politica, che devono essere protagonisti.

Infine Il Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Casa della Regione Lazio, Giovanni Carapella (Pd), ha elencato gli interventi fatti dalla Regione a favore degli anziani nel campo dei trasporti pubblici e del diritto all’abitare.

Roma, 20/02/2008