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Bimbi malati: dal pediatra si va coi nonni
A portare i bambini dal pediatra sempre più spesso sono i nonni.
Il dato e’ stato presentato da Federanziani nel corso del primo Congresso sulle cure
primarie pediatriche, in svolgimento a Tel Aviv.
Come ha spiegato Roberto Messina, Presidente di Federanziani: “Durante la mattina il
63 per cento delle volte sono i nonni a portare i nipoti dal pediatra, nel pomeriggio la
percentuale scende al 48 per cento. Quando il bambino si ammala di una malattia
esantematica sono sempre i nonni a intervenire nel 69 per cento dei casi”.
Bebè malato? lo curano i nonni…
Il tempo che da giovani non hanno potuto dedicare ai figli ora lo riversano sui nipotini e così i nonni
diventano sempre più la colonna portante della famiglia: sono loro che curano i piccoli quando hanno la
febbre, loro a somministrare le medicine e sempre loro a portare i bambini dal pediatra. I nonni entrano in
gioco pure nei momenti complicati come morbillo, varicella e tutte le altre malattie esantematiche che,
seppur non gravi, hanno tempi di guarigione piuttosto lunghi e, per i genitori che lavorano, spesso
costituiscono un grande problema. Non solo, con il numero crescente di famiglie separate, sono sempre i
nonni a venire incontro alle esigenze dei figli. E a parità di tempo trascorso con i bambini da genitori e nonni,
su 100 incidenti domestici dei piccoli solo il 5% avviene con i nonni e il 95% è con i genitori.
Vi sembra un inno per i nonni? Una esaltazione del ruolo della terza età? Niente di tutto ciò. Ma è
semplicemente quanto è emerso dal primo Congresso sulle cure primarie pediatriche, in svolgimento a Tel
Aviv. Insomma quello in atto è un vero e proprio cambiamento sociale! E anche i pediatri si stanno
adeguando, si stanno imparando a rapportarsi con loro, offrendo ad esempio, schede di spiegazioni delle
prescrizioni per rendere più facili le letture delle terapie per le quali c’è poi un passaggio di consegna tra
nonni e genitori. Secondo i dati presentati dalla Federanziani, “durante la mattina il 63% delle volte sono i
nonni a portare i nipoti dal pediatra, nel pomeriggio la percentuale scende al 48%”.
Quando poi il bambino si ammala di una malattia esantematica allora a prendere in cura il bebè nel 69% dei
casi intervengono sempre e ancora i nonni. In tutto sono un esercito di oltre 12 milioni di persone che ogni
anno secondo lo studio Sic-Federanziani contribuiscono con 3,5 miliardi euro dalle loro pensioni aiutando
figli e soprattutto nipoti in due modi: baby sitter a tempo pieno e in modo gratuito e sopperendo ai bisogni
sostanziali dei figli e nipoti. Io, come più volte vi ho già raccontato, non ho la fortuna di avere i nonni vicini.
Porto i bambini al nido e a scuola. E ogni giorno mi tocca correre come una matta da mattina a sera per
accompagnarli, riprenderli, eccetera eccetera. Ovviamente pago. Pago i servizi, pago la baby sitter, pago…
pago… E’ un continuo esborso di denaro! A dirla tutta, però, credo che, anche se avessi avuto i nonni vicini,
avrei portato ugualmente i bambini al nido. Non a 9 mesi, … ma a due anni. E non fino alle sei del
pomeriggio, ma per mezza giornata! (Un’altra vita…) Insomma il tempo utile per far stare i bimbi insieme agli
altri piccoli della stessa età e fargli fare quelle attività (mi viene in mente il body-painting o anche la
psicomotricità) che a casa in genere non fanno! La vita con un aiuto vicino, comunque cambia! Eccome se
cambia. Quindi nutro profonda “invidia” per chi ha la fortuna di poter contare su un sostegno prezioso come
quello dei nonni. Anche se, concedetemelo, da quanto sento in giro non è sempre tutto rose e fiori. A volte
tra genitori e nonni possono nascere anche delle incomprensioni sulle modalità di educazione dei bambini,
sull’alimentazione e a volte anche sull’abbigliamento…
A questo punto passo a voi la parola… sfogatevi!
Bambini malati: Dal pediatra con i nonni
La Federanziani prende parte al primo Congresso sulle cure primarie pediatriche, in svolgimento a Tel Aviv, lo fa per affermare la centralità del ruolo sociale ed educativo dei nonni. È in crescente e costante aumento il numero dei nonni che accompagna i nipoti dal pediatra, supportando, anche in questo modo, i genitori lavoratori, i dati raccolti rivelano che rispetto alle visite mattutine ben il 63% delle volte sono i nonni ad accompagnare i bambini, durante quelle pomeridiane l’assistenza dei nonni è pari al 48%. I nonni fanno da infermieri ed intervengono spesso nella cura dei nipotini, i dati sottolineano che in caso di malattia esantematica il 69% dei nonni si fa carico di seguire il nipote nel corso della malattia.
Nonni risorsa sociale, sostegno familiare, educatori, confidenti e pilastri della società. Ecco il ritratto che emerge dalla partecipazione dei nonni alla vita delle neo famiglie.
Il ricorso all’aiuto dei nonni è spesso obbligato, in molte famiglie moderne la “necessità” di lavorare costringe tanto il papà quanto la mamma a sostenere ritmi serrati, spesso difficilmente conciliabili con le esigenze dei figli.
La crisi economica ed occupazionale non solo inibisce la flessibilità del lavoro, ma spesso impedisce ai neo genitori il ricorso ad un aiuto esterno, in pratica il caro vita rende di frequente insostenibile il prezzo di una tata … ecco che i nonni devono tornare giovani e trovare l’energia, il coraggio e la forza di accudire i nipoti.
È auspicabile una migliore attenzione alle condizioni delle famiglie medie italiane, dove “gli anziani genitori” sono chiamati a fare da ammortizzatore sociale e dove, sempre più spesso, il lavoro diviene ragione di necessario e “appena sufficiente” sostentamento.
Dinnanzi a tutte le difficoltà socio economiche che le giovani famiglie sempre più frequentemente subiscono, è poca cosa dire “Meno male che ci sono i nonni” … tuttavia, questa realtà dei “nonni fonte di assistenza e sostegno”, che decisamente dovrebbe trovare un diverso riscontro politico ed istituzionale, è l’unica risorsa di moltissime famiglie.
SALUTE: SE IL BEBE’ E’ MALATO 2 VOLTE SU 3 LO CURANO I NONNI
(ANSA) – TEL AVIV, 11 MAG – Dal pediatra il bambino lo portano i nonni, ‘vice-genitori’ a
pieno titolo, anche nei momenti complicati delle influenze delle malattie esantematiche
come morbillo e varicella e nei frequenti piccoli disturbi della prima infanzia. Il dato di
Federanziani presentato nel corso del primo Congresso sulle cure primarie pediatriche,
in svolgimento a Tel Aviv, conferma il ruolo fondamentale di queste figure con le quali i
pediatri stanno instaurando un nuovo rapporto e verso i quali si sta riflettendo di offrire
ad esempio, schede di spiegazioni delle prescrizioni per rendere più facili le letture delle
terapie per le quali c’é poi un passaggio di consegna tra nonni e genitori. “Durante la
mattina il 63% delle volte sono i nonni a portare i nipoti dal pediatra, nel pomeriggio la
percentuale scende al 48%”, ha spiegato Roberto Messina, presidente della
Federanziani. Quando poi il bambino si ammala di una malattia esantematica allora a
prendere in cura il bebé nel 69% dei casi intervengono sempre e ancora i nonni.(ANSA).
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